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(Inedito) Giovedì Sanremese, trionfa Casillo

La serata del giovedì consacra il baby Casillo tra i giovani, a scapito della piccola star di Caterina Caselli. Esibizione suicida dei Matia Bazar e Chiara Civello. Siani regala momenti di ilarità e qualche riflessione, mentre Papaleo è il bastone della vecchiaia di uno stanco Morandi…

Palchi infiorati, chitarre accordate e mutande in ordine: la serata del venerdì, quella che vede impegnati i cantanti rimasti in gara in un duetto con una star a sostegno e la finale di quelle che un tempo si chiamavano “nuove proposte”, può partire regolarmente senza curarsi di dove sia andata a svolazzare la farfallina di Belen.

Da più parti si sollevano critiche sull’inutilità di questa formula di interpretazione che però, a ben vedere, si è rivelata salutare per molti brani dati per spacciati e fatale per chi non ha saputo ben usufruire di questa possibilità.

Se le tonalità di Grignani hanno esaltato Pierdavide Carone e Lucio Dalla con la loro “Nanì”(tra le quattro eliminate della serata di mercoledì, ripescata la sera successiva)  lo stesso non può dirsi per la povera Chiara Civello: fortemente penalizzata dalle incapacità di Shaggy nella serata del giovedì, viene esclusa dalla competizione dopo la performance con la piccola Francesca Michelin apparsa un po’ legnosa e costruita nell’esecuzione del pur gradevole brano. Come dire che il palco dell’Ariston non è quello di X-Factor e persino il peso delle scenografie può diventare insostenibile.

Altro salvataggio di lusso è quello che Fargetta, con la sua musicalità ed un balletto che ha coinvolto dozzine di ballerini, ha regalato ai moribondi Bertè-D’Alessio, che hanno beneficiato della coinvolgente atmosfera discotecara regalata dall’arrangiamento del noto deejay. Bella esibizione di Dolcenera, la cui voce sopprime quella di un Max Gazzè un po’ fuori luogo: un bel colpo per mettere in risalto le capacità canore e la potenza della voce salentina.

Inguardabili invece i Matia Bazar, anch’essi esclusi dalla platea dell’Ariston dopo l’esecrabile esibizione in compagnia del corpulento Mauro Coruzzi, in arte Platinette, al quale i panni dell’intellettualoide che legge poesie su una base musciale vestono decisamente stretti. Sembra quasi che il noto trasformista sia stato ingaggiato unicamente per la mimica facciale, sospesa tra l’estasi ed il disgusto, o forse per permettergli di dire che ama gli eterosessuali. Lo strascico polemico all’indegno sketch dei Soliti Idioti tende ad esaurirsi sull’onda del buonismo sanremese.

Alessandro Siani risolleva un po’ il livello della comicità sanremese, anche se il cabaret napoletano sarà risuonato familiare a chi avesse già visto i film con Claudio Bisio che lo hanno reso celebre. Gioca sulla dicotomia che lo ha reso celebre, quella tra nord-sud, due parti di un solo paese indivisibile.

La serata si conclude con la vittoria del piccolo Alessandro Casillo, ex baby prodigio della trasmissione “Io canto”, che tuttavia non può esibirsi a causa dell’ora tarda: si sa, in Italia possiamo sbattere la farfalla di Belen in prima serata, ma alle 24.00 i “bambini” devono andare a dormire…

Ancora apprezzabilissimo il bravo Rocco Papaleo, autentico bastone della vecchiaia di unGianni Morandi che non sembra aver assorbito bene l’uragano di polemiche che ha colpito e devastato il Festival.

Finalmente, un sospiro di sollievo: c’è grande attesa per “la finale” e per le esternazioni (pilotate, come quelle della prima serata…) di Celentano. E’ quantomeno singolare che in una gara canora l’interesse sia catalizzato dall’unico cantante non in gara. E così, con gliascolti in calo ed un’opinione pubblica impietosa, c’è da scommettere che il Molleggiato riuscirà ancora a far parlare di sé, con la sua abilità ad interpretare il fustigatore, il profeta deldissenso controllato. D’altronde è quello che vogliono, d’altronde è pagato per questo.

In occasione dell’ultima serata, il pronostico è d’obbligo: il cuore dice Lucio Dalla, la “logica” si divide tra Dolcenera ed Emma, senza dimenticare l’ottimo Finardi. Insomma, hanno tutti una chanche, tranne D’Alessio e la gommatissima Berté. Ancora qualche ora e l’interrogativo troverà una risposta.

 

 

 

 

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Info su Nico S.

Nato in Germania, siciliano d'adozione, si trova a proprio agio un po' ovunque, o forse da nessuna parte. Laureato in comunicazione, mototurista per vocazione, grappler, fotoamatore di razza Nikon. Ama il buon vino, la buona cucina, i viaggi, lo sport, non necessariamente in quest'ordine. Ha collaborato con testate online, scrivendo di politica, cultura, società e turismo sulle due ruote. Non esistono sinistre o destre, esistono uomini con le loro idee: tra queste, preferisco di certo le uniche che facciano gli interessi della gente, senza distinzione di colore politico. La sinistra lo reputa un compagno, la destra un fascista: entrambe le fazioni si sbagliano, lui ovviamente se la ride... E' solo un cittadino libero da logiche partitiche. E' solo un cittadino. Libero da logiche partitiche. E' solo un cittadino ,libero da logiche partitiche. E' solo. Un cittadino libero da logiche partitiche. Le virgole hanno sempre un loro perché... Aperto a tutto, tranne che alla stupidità e alla superficialità.

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