Succede talvolta, di volersi concedere un paio di giorni fuori, sebbene per arcani motivi si preferisca non allontanarsi troppo da casa. Solo allora ci si ricorda di vivere in uno dei paesi più belli del mondo che regala al visitatore, autoctono o forestiero, esperienze sensoriali di altissimo livello a costi elevatissimi, che solo la pluriennale esperienza di viaggiatore “budget” riesce a mitigare parzialmente.
I colori, i profumi, i sapori, fin’anche i rumori della “terra nostra” si imprimono nella mente biker come l’impronta di Buzz sulle sabbie del mare della Tranquillità.
La prima tappa di questo indimenticabile giro d’Italia è la campania, una delle regioni meridionali più caratterizzate dal punto di vista morfologico, paesaggistico ed enogastronomico (mi si permetta la tanto cara divagazione).
La nota dolente che accomuna la regione del Vesuvio è rappresentata sicuramente dal fondo stradale piuttosto sconnesso, con insidiose buche e avvallamenti che costringono il biker ad una guida ancor più accorta del consueto.
Se siete stufi dei giri da gita scolastica che si concludono sempre alla pur mirabile Reggia, dovreste provare a perdervi nei meandri della provinciale che conduce alla borgata medievale diCaserta Vecchia, dalla quale è possibile ammirare un gradevole panorama. Apprezzerete particolarmente il clima di serenità che si respira in quegli stretti viottoli, i gerani rossi sui davanzali, i profumi di timo ed altre erbe aromatiche coltivate praticamente in tutti gli orticelli che pertengono alle abitazioni.
Altra tappa solitamente ignorata dal mototurista che visita la Campania, è il Santuario di Montevergine, nel cuore di quell’Irpinia devastata dal terremoto degli anni ’80. Vi si giunge da Ospedaletto d’Alpinolo, dove si imbocca la strada statale 374bis che, dopo un delirio di tornanti si conclude di fronte al Santuario reso celebre da diverse pellicole cinematografiche. La temperatura, quantunque lo si voglia visitare nei mesi estivi e col sole battente, rischia di essere insidiosa a causa della folta vegetazione presente che trasmette alle nari note profumate di resina d’albero e sempreverdi. Tralascerò di riferire notizie di carattere storico sul santuario, la cui importanza è anche legata alla devozione da parte degli omosessuali verso la Madonna di Montevergine (“Mamma Schiavona”), aspetto che rimette in discussione taluni aspetti che le istituzioni ecclesiastiche non mancano di sottolineare quando si parla di diversità.

Altra tappa irrinunciabile per il biker in trasferta campana, è senza dubbio la penisola sorrentina. Imboccando la strada statale 145, ci si schiude dinanzi alla visiera un mondo squisitamente mediterraneo fatto di panorami mozzafiato, curve estasianti, piccole borgate marinare dai colori caratteristici. Purtroppo, anni di abusi edilizi e pianificazioni territoriali non proprio ortodosse, hanno finito col deturpare alcuni angoli di questo scorcio: le due torri in cemento armato dell’Hotel che sorge sulla “Panoramica”, dalle parti di Castellammare di Stabia, violentano un tratto di costa che meriterebbe ben altra sorte. Meta, Sorrento, le curve che conducono a Sant’Agata su due golfi, Amalfi, Positano, Minori e Maiori rapiscono per l’unicità dei paesaggi in cui cielo, sole e mare si fondono in un acquarello di rara perfezione. Anche in questo caso, l’asfalto non garantisce un grip da motomondiale, seppure la statale 145 non presenti particolari disconnessioni del fondo.
La seconda tappa del nostro peregrinare lungo lo stivale, sarà la città che più d’ogni altra ha storie da raccontare: l’eterna Roma, alla quale giungere dopo aver visitato una borgata per la quale val bene una deviazione di qualche chilometro…
Viviamo sicuramente in uno dei paesi più sottovalutati dell’Europa dello spread, ma questo non ci impedisce di goderci appieno le nostre strade piene di ingorghi, buche ma anche di deviazioni inattese.
Il mototurista conosce bene l’utilità dei tracciati autostradali, che di certo agevolano gli spostamenti lungo lo stivale. In verità, benché lo stato delle sedi stradali non sia sempre dei migliori, le “statali” avrebbero da offrire i loro paesaggi mozzafiato e i centri dei nostri paesi che spesso si risolvono in piccole perle architettoniche, testimoni di una storia di cui poter andare fieri.
Non suscita pertanto sorpresa se, dopo 200km circa di autostrada del Sole, si opta per una deviazione di tutto rispetto in territorio laziale, andando a visitare quella Villa D’Este che ha spesso suscitato l’interesse di registi ed artisti di vario genere,Liszt su tutti. La struttura è la tipica villa italiana del medioevo, tetti alti affrescati grazie ai vari mecenati della casata Estense, lunghi viali ricchi di florida vegetazione, fontane caratteristiche e pregevoli statue. Riccamente curati i giochi d’acqua, vero fiore all’occhiello del complesso in cui è possibile ammirare il famoso “Viale delle cento fontane” e gli organi musicali ad acqua, una chicca per il rituale filmino turistico.
Imboccando la Tiburtina (SS5) si giunge alla periferia della Capitale dopo appena venti minuti di strada (attenzione agli autovelox che in queste strade nascono spontanei come funghi sulle montagne…). Sarà così semplice smarrirsi per le vie romane che non dovrà meravigliare il ritrovarsi dinnanzi a Piazza San Pietro o Piazza Venezia.
Non starò a descrivere lo splendore dei palazzi della Capitale, le mie parole potrebbero solo sminuirne la bellezza.
La risalita dello stivale trova in Toscana una tappa irrinunciabile: paesaggi mozzafiato, sapori tradizionali, vini di qualità. Non c’è un buon motivo per non accordare a questa splendida terra la nostra preferenza.
Il consiglio costante è sempre il medesimo: lasciamo perdere le autostrade, godiamoci il nostro patrimonio paesaggistico che in questi luoghi offre il meglio di sé. La statale 1 Aurelia non lascia indifferenti, sfiora Grosseto, supera Siena, affonda come una lama in terre verdeggianti e profumate. Subito dopo Poggibonsi incontrerete il bivio per San Gimignano, città delle cento torri, borgata medievale che merita una visita. Tra le botteghe di prodotti in legno e le innumerevoli enoteche troverete di certo il souvenir che fa per Voi.
Ripartendo da questo incantevole paesino vi sembrerà di perdervi in uno di quegli spot pubblicitari ove l’olio sgorga vergine dalla bottiglia, per infrangersi su d’una fetta di pane. Giungere a Montecatini per queste vallate, senza reimmettersi nei flussi di maggior traffico, significa attraversare dozzine di paesi quali Fucecchio, Castelfiorentino, Montebello.
Gli odori senesi si diradano lasciando il passo a quelli più tipici delle città quali Pistoia, Montecatini, Pieve a Nevole.
La zona offre, com’è noto, stabilimenti termali d’ogni sorta e diverse boutique nel centro storico di un tipico paesino di villeggiatura.
Da questo ottimale punto di partenza è possibile iniziare una escursione verso le Cinqueterre di Liguria, autentiche perle incastonate in un panorama di raro splendore, accarezzate da un mare cristallino, spolverate da un vento di brezza.
Vi si giunge dalla Regionale 435, che vi consentirà di visitare i luoghi che ispirarono la fiaba di Pinocchio. Dopo il paesino di Collodi giungerete senza troppa fatica a Lucca e successivamente, imboccando la splendida cornice della SP1 per Camaiore, che ci condurrà in un percorso tutto curve in mezzo ai boschi, sino a giungere all’imbocco con l’Aurelia, ancora una volta nostra maestra. Superando Massa, Carrara e La Spezia, si imboccherà la strada provinciale 370 “delle Cinqueterre”.
L’amico Autovelox è particolarmente affezionato a questi tratti di strada che in effetti sembrano chiedere al motore qualche sgasatella in più che vi consiglio di risparmiare, onde evitare spiacevoli incarti verdognoli al rientro dalle vacanze. Arrivati in prossimità delle borgate marinare riunite sotto l’egida dell’omonimo parco nazionale, vi accorgerete di dover lasciare il veicolo a diverse centinaia di metri dall’ingresso del paese. La sosta è ovviamente consigliata, per degustare la tipica focaccia ligure e la frittura di pesce, sempre calda ed espressa.
(continua con la terza parte…)








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