Una sentenza discutibile. L’ennesima, prodotta da un organo che si propone di tutelare la giustizia in Europa, non mancando di oltraggiare la maggioranza religiosa di un paese fondatore. Ci mancava solo una cittadina naturalizzata italiana che, dalla fredda finlandia, non ha trovato di meglio da fare se non criticare le nostre usanze millenarie ed osteggiare un simbolo che non può offendere l’animo di chicchessia. Semmai, potrà non riscuotere seguito. Ma questo è sinceramente un aspetto che preferisco lasciare ai pastori di anime, che alle mie considerazioni.
Il crocifisso, nella profondità intellettuale e spirituale di questa donna residente in una cittadina del Nord-est, offendeva la laicità cui dovrebbe informarsi ogni aspetto della vita nel nostro paese. Evidentemente il famoso xilitolo della pubblicità deve aver sbiancato qualche pagina dei libri di tradizioni italiane che la signora finlandia avrà sicuramente divorato, prima di prestare giuramento sulla nostra costituzione. In pratica, la corte ha decretato che il simbolo del martirio e sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo, può in qualche modo offendere coloro i quali professano una religione differente.
Ovviamente, per avvalorare una simile tesi, ci si appella alla famosa “laicità dello stato”, che non è da considerare un valore, ma uno stato delle cose, un modo di gestire e vivere la cosa pubblica che in alcun modo risente dell’utilizzo di simboli che possano inneggiare alla religione, all’associazionismo. Il problema si iscrive in un attacco perpetuo e continuato ai danni delle istituzioni Cattoliche, le quali sono sempre più spesso private della possibilità di esprimere un parere che vincola la coscienza di chi crede.
Quindi, l’”ateo” non avrà problemi, poichè nei suoi confronti, la parola di Dio, ha lo stesso valore che ha per il sottoscritto la lettura del corano su tele Sahel*, ossia quello di una cantilena fastidiosa che provoca un attacco acutissimo di zapping digitale. Quindi tra qualche tempo, l’islamico condizionerà la campagna pubblicitaria di Calzedonia perchè le gambe di donna nuda offendono la sensibilità islamica, o magari l’ebreo pretenderà che il 25 dicembre si dica Buone Feste, invece che BUON NATALE, come in quell’episodio dei Griffin. Poichè tifo Milan, da domani gradirei non vedere più bandiere di fede interista per le strade. Offendono la mia sensibilità, ho diritto alla tutela,e mio figlio deve crescere milanista! E l’anno prossimo, richiederò alla Corte di rimuovere tutte le nicchie che sorgono sulle strade greche, poichè ho deciso di passare un periodo di ferie in Peloponneso, e la cultura ortodossa turba la mia serenità di credente. Posso incocainarmi, posso andare a puttane, a minorenni e a transessuali ed è un mio diritto. Prego Dio e devo vergognarmene.
Provoco, e mi diverto a farlo.
Pretesti, congetture, farneticazioni: ed è questo, cari amici, il dominio dell’intolleranza in cui prendono corpo gli attacchi laicisti di una piccola parte dell’opinione pubblica. Sostanzialmente è opportuno rimuovere il Crocifisso dalle aule perchè offende la sensibilità di chi non è credente e di chi vuole educare i figli ad altra religione. Personalmente rimpiango i tempi in cui a scuola, la mattina, si faceva il segno della Croce e si diceva la preghiera del mattino. La verità è che queste decisioni vengono architettate ad hoc, e fanno probabilmente parte di un progetto (di matrice franco/sionista?) che vorrebbe ridurci ad essere omologhi nella società dei consumi e del Dio Denaro. Sono questi gli atteggiamenti migliori per accendere gli animi focosi e spingere a facili episodi di intolleranza.
La forza e la fede dei valori cattolici, impedisce di parlare liberamente della cultura della morte che in molti vorrebbero siringare nel nostro dna: aborto, droga ed ogni altro scempio per lobotomizzare chimicamente chi sbandiera fieramente i propri valori, le proprie origini, le nobili tradizioni.
Non bastava la negazione, in quella Costituzione europea, delle radici Cristiane dell’Europa, definizione tanto desiderata da Giovanni Paolo II quanto osteggiata da Chirac.
Bisognava uscire con una sentenza da incompetenti che lascia sbigottita l’opinione pubblica, la maggioranza di governo e l’opposizione. Insomma, ci voleva un giudice turco per mettere tutti d’accordo. Manca la serietà di ammettere che la maggioranza degli italiani sarebbe contraria a questo stupido gesto di intolleranza e di mancanza di rispetto nei confronti di una confessione religiosa che professa amore, pace e tolleranza. Non mi si venga a dire che molti elementi della Chiesa Cattolica sbagliano quotidianamente, si comportano male o altre robe del genere. O la nota non finirebbe più se dovessi riportare tutte le performances dei vostri laici amministratori.
Insomma, questa sentenza aiuta grossomodo l’opera della Gelmini: rimuovendo il crocifisso dalle aule, abbiamo tolto l’unica cosa buona che vi rimaneva dentro.
*Tele Sahel è un nome ricordato malamente. Esistono sul satellite, diverse emittenti dei paesi arabi che trasmettono continuamente pagine di corano cantilenate da sedicenti imam.